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Shock anafilattico, cos’è e cosa fare in caso di reazione allergica

Punture di insetti o farmaci, ma anche alimenti sono tra le cause più comuni di shock anafilattico, la più grave delle reazioni allergiche che, senza un intervento tempestivo, possono anche essere mortali. Ecco alcune informazioni preziose su cosa sia e cosa fare in caso di shock anafilattico, riportate dal Gruppo San Donato.

Cos’è l’allergia

Secondo quanto riporta il sito del Gruppo San Donato, l’allergia ad alimenti, farmaci o altre sostanze, è una condizione piuttosto diffusa tra la popolazione: circa il 15%, infatti soffre di reazioni allergiche. Questo significa che il sistema immunitario riconosce una sostanza estranea, detta allergene, di solito innocua, come se fosse un agente aggressivo, scatenando una violenta reazione da ipersensibilità. I sintomi di questo meccanismo possono essere diversi, ma in generale l’allergia si manifesta con rinite o rinocongiuntivite, asma, dermatite da contatto, orticaria e/o angioedema, disturbi gastroenterici, ipotensione, perdita di coscienza e nei casi più gravi, shock anafilattico.

Immagine | Unsplash @Derek Finch

Lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico, anche detto anafilassi, è la forma grave dell’allergia. “Alla base di questa reazione, come per tutte le allergie, c’è l’interazione tra IgE e allergene, una sostanza che in persone predisposte può provocare la produzione di anticorpi, detti IgE – viene spiegato sul portale – Questi anticorpi, dopo un primo contatto, si fissano sulla superficie di alcune cellule, i mastociti e i basofili, che contengono grandi quantità di istamina e di altre sostanze che possono provocare infiammazione. Quando l’allergene entra per la seconda volta in contatto con l’organismo della persona predisposta, incontrerà le IgE fissate sulla superficie dei basofili e dei mastociti, causando il rilascio di grandi quantità di istamina e mediatori dell’infiammazione, responsabili dello shock anafilattico”.

Come si manifesta lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico di differenzia dall’allergia per alcuni sintomi: esordio acuto della reazione, coinvolgimento di più apparati, (cute, mucose o entrambe), a cui può essere associata una compromissione respiratoria (dispnea, respiro sibilante-broncospasmo, stridore, ipossia) o pressione ridotta e sintomi associati di disfunzione d’organo (ipotensione, perdita di coscienza, sincope).
I sintomi più frequenti sono sintomi cutanei e delle mucose, seguiti da sintomi che coinvolgono il sistema respiratorio e cardiovascolare. Meno comunemente possono comparire sintomi gastroenterici. In genere, sono anticipati da formicolio e senso di calore alla testa, a mani e piedi.

Immagine | Unsplash @Pixelumina Photography

Cosa fare in caso di shock anafilattico

In caso di segni di shock anafilattico, la prima cosa da fare è chiedere subito un intervento medico. In attesa dei soccorsi, si consiglia rimuovere o allontanare il fattore scatenante, mettere la persona in posizione sdraiata con le gambe sollevate per garantire un adeguato ritorno venoso. In caso di gravidanza può essere collocata su un fianco, mentre in presenza di distress respiratorio da sdraiati si può far sedere la persona purché con le gambe sollevate. Se possibile somministrare dell’adrenalina (epinefrina) con un auto-iniettore. Questo dispositivo, prescritto a persone con allergie potenzialmente gravi, è una siringa con un piccolo ago che, premuta contro la coscia, inietta la dose di farmaco. Questo intervento in molti casi può salvare una vita.

Redazione Saluteweb

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