Visione offuscata, stordimento o persino fatica a restare in piedi, a molti capita quando ci si alza in maniera improvvisa dal letto o dopo aver passato diverso tempo seduti. Ecco perché può capitare.
Il mancamento temporaneo è causato dalla ipotensione ortostatica, si tratta di un abbassamento repentino della pressione arteriosa: una riduzione di almeno 20 mmHg della pressione sistolica (la massima) o di almeno 10 mmHg della diastolica (la minima), che si verifica nei primi tre minuti dall’assunzione della posizione eretta. La conseguenza è che al cervello arriva una quantità insufficiente di sangue. Normalmente, la posizione eretta o seduta fa sì che i vasi sanguigni delle gambe e della parte inferiore del corpo si restringano; in questo modo arriva più sangue al cuore e al cervello. A spiegarlo è un articolo del Corriere della Sera.
Una delle cause più comuni dell’abbassamento della pressione arteriosa – secondo quanto riporta il quotidiano – è la disidratazione, i vasi sanguigni non riescono a contrarsi a sufficienza per inviare il sangue dove è necessario perché non c’è abbastanza liquido in circolazione. L’ipotensione può essere provocata anche da disturbi neurologici, in quanto sono proprio i nervi che portano al cuore il segnale per battere più velocemente e ai vasi sanguigni l’input di stringersi.
Il Corriere della Sera cita il caso di un 69enne, riportato dal New York Times Magazine. L’uomo aveva forti mancamenti quando si alzava in piedi. I medici ipotizzarono che potesse dipendere da una neuropatia periferica di cui soffriva. Il suo caso è stato studiato in maniera approfondita. Dopo aver escluso alcune cause i dottori hanno scoperto che il 69enne, diversi anni prima, era caduto nella vasca da bagno, fratturandosi le costole e perforandosi un polmone. Nei pazienti allettati, come in questo caso, possono formarsi dei coaguli di sangue nelle vene delle gambe e per evitarlo si somministra una terapia anticoagulante, ma, date le condizioni del paziente, queste cure non potevano essere somministrate al 69enne.
Nel suo caso fu inserito una specie di filtro nella vena cava inferiore per fermare eventuali coaguli. Il congegno avrebbe dovuto essere rimosso dopo alcuni mesi, ma così non è stato. I medici hanno così ipotizzato che questa fosse la causa dei mancamenti: il sangue, nel momento in cui il paziente si alzava in piedi, non aveva la possibilità di giungere al cervello in quantità adeguata perché bloccato dai coaguli fermati dal filtro. I medici hanno così proceduto alla rimozione risolvendo il problema del 69enne.
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