In questo articolo andiamo a scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul morbo di Crohn, una malattia che colpisce l’intestino

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che colpisce oltre 44mila persone in Lombardia, rappresentando una sfida significativa per la salute pubblica. Questa patologia può manifestarsi in qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, ma ha una particolare predilezione per l’ileo e il colon. La malattia è caratterizzata da episodi di infiammazione che possono portare a ulcere intestinali, restringimenti (stenosi) e fistole, complicazioni che talvolta richiedono interventi chirurgici.
Cause e fattori di rischio
Le cause del morbo di Crohn non sono ancora completamente comprese, ma la ricerca suggerisce che sia il risultato di una combinazione di fattori genetici, immunologici ed ambientali. Tra i principali fattori di rischio troviamo:
- Predisposizione genetica: Alcuni geni coinvolti nella risposta immunitaria sono stati associati a un aumento della suscettibilità;
- Fumo di sigaretta: I fumatori presentano una maggiore incidenza di episodi infiammatori rispetto ai non fumatori;
- Disbiosi: L’alterazione della flora batterica intestinale gioca un ruolo cruciale nell’insorgenza della malattia.
È importante sottolineare che, sebbene il morbo di Crohn possa avere un componente genetico, non è di per sé ereditaria.
Sintomi e manifestazioni cliniche
I sintomi del morbo di Crohn possono variare notevolmente da persona a persona e dipendono dalla localizzazione e dall’estensione dell’infiammazione. Tra i sintomi più comuni troviamo:
- Diarrea cronica, spesso accompagnata da crampi addominali severi.
- Perdita di peso e febbre persistente.
- Dolori articolari che possono complicare ulteriormente la diagnosi.
Inoltre, la malattia può manifestarsi a livello peri-anale, portando alla formazione di fistole o ascessi, che richiedono un approccio terapeutico specifico. È interessante notare che una percentuale significativa di pazienti può rimanere asintomatica per lungo tempo, e la malattia può essere scoperta incidentalmente durante esami medici per altre patologie.
Diagnosi e trattamenti
La diagnosi del morbo di Crohn si basa su una combinazione di esami clinici, radiologici e endoscopici. La colonscopia rimane il gold standard, in quanto permette di visualizzare direttamente la mucosa intestinale e di effettuare biopsie per analisi istologiche. Ulteriori tecniche diagnostiche includono:
- Risonanza magnetica addominale (Entero-RMN);
- Tomografia computerizzata (Entero-TC).
Il trattamento si concentra principalmente sul controllo dell’infiammazione e sulla gestione dei sintomi. Le opzioni terapeutiche comprendono:
- Farmaci anti-infiammatori;
- Immunosoppressori;
- Terapie biologiche nei casi più gravi.
In caso di stenosi severa o complicanze come ascessi, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere le sezioni danneggiate dell’intestino.
Prevenzione e monitoraggio
Sebbene non esista una vera e propria prevenzione del morbo di Crohn, è possibile adottare strategie per monitorare e gestire la malattia. La diagnosi precoce è fondamentale per limitare le complicanze e migliorare la prognosi. I pazienti dovrebbero essere seguiti regolarmente attraverso controlli clinici e endoscopici, specialmente se presentano sintomi persistenti o se hanno una storia familiare di malattie infiammatorie intestinali.
Inoltre, è consigliabile un approccio proattivo nella gestione della salute generale, che includa una dieta equilibrata e la cessazione del fumo per limitare l’infiammazione e migliorare la qualità della vita. La comunicazione aperta con i professionisti della salute e il supporto psicologico sono essenziali per affrontare le sfide quotidiane legate a questa malattia cronica.