Un nuovo studio avrebbe individuato la terapia migliore per combattere e ridurre i sintomi del Long Covid. Vediamo di cosa si tratta
Un recente studio ha individuato una potenziale strategia terapeutica per ridurre i sintomi del Long Covid, una condizione complessa caratterizzata da disturbi che possono protrarsi per settimane o mesi dopo la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2. La ricerca, condotta a livello internazionale dai ricercatori della McMaster University, suggerisce che una combinazione di terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e programmi di riabilitazione fisica e mentale potrebbe apportare benefici, sebbene con risultati ancora limitati, nel migliorare la qualità della vita dei pazienti colpiti da questa sindrome. Al contrario, gli studiosi non hanno trovato evidenze solide sull’efficacia di altri approcci, come i trattamenti farmacologici, le terapie con ossigeno o la stimolazione cerebrale non invasiva. Ma vediamo più nel dettaglio i risultati dello studio.
Dall’inizio della pandemia di COVID-19, nel marzo 2020, i medici hanno osservato che una parte significativa dei pazienti continuava a manifestare sintomi anche dopo aver superato la fase acuta dell’infezione da SARS-CoV-2. Nei casi più gravi, gli effetti possono protrarsi per mesi o persino anni dopo la negativizzazione, con un impatto devastante su qualità della vita, lavoro, studi e relazioni personali. Questa condizione, nota come Long Covid, si presenta con una vasta gamma di sintomi, tra cui affaticamento, debolezza, tosse, dolore al petto, dolori muscolari e articolari, difficoltà respiratorie, tachicardia, perdita di capelli e la cosiddetta “nebbia mentale,” un insieme di disturbi cognitivi.
Considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una problematica molto seria, il Long Covid ha portato gli specialisti a sperimentare diverse terapie, spesso con risultati limitati a causa della natura ancora poco chiara della sindrome. Un recente studio suggerisce che una combinazione di terapia cognitivo-comportamentale (CBT) per affrontare la fatica e i problemi cognitivi, insieme a esercizi aerobici intermittenti, potrebbe rappresentare uno degli approcci più promettenti per migliorare i sintomi fisici della condizione.
Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha analizzato i dati provenienti da 24 ricerche condotte su un totale di 3.695 pazienti affetti da Long Covid. I partecipanti sono stati sottoposti a diversi tipi di trattamenti, tra cui terapie farmacologiche, programmi di attività fisica e riabilitazione, integrazioni nutrizionali e interventi mirati al comportamento e alla salute mentale. I risultati hanno rivelato che, rispetto alle cure standard, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) – una forma di psicoterapia che aiuta a modificare comportamenti influenzati da pensieri disfunzionali – svolta tramite sessioni online, può ridurre l’affaticamento e migliorare la capacità di concentrazione.
Parallelamente, un programma di riabilitazione integrata fisica e mentale, anch’esso condotto online, si è dimostrato utile per alleviare i sintomi della depressione, migliorare la qualità della vita e favorire un recupero più significativo per un numero maggiore di pazienti. In particolare, l’esercizio aerobico intermittente ha mostrato una maggiore efficacia nel migliorare la funzionalità fisica rispetto all’esercizio aerobico continuo.
“Il nostro studio ha identificato la terapia cognitivo-comportamentale e i programmi di riabilitazione fisica e mentale come le uniche opzioni attualmente supportate da evidenze scientifiche per il trattamento del Long Covid”, ha dichiarato Jason Busse, autore principale della ricerca e professore presso il Dipartimento di Anestesia dell’Università di McMaster. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per comprendere come supportare al meglio i pazienti nell’aderire a questi percorsi terapeutici.
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