Sia la frutta secca che quella disidratata hanno tantissimi nutrienti utili per la nostra salute, tuttavia hanno caratteristiche diverse e per questo non dovrebbero essere confuse tra loro
La frutta secca e la frutta disidratata non sono la stessa cosa. Questi due termini spesso vengono usati come sinonimi, ma in realtà, definiscono prodotti diversi. Le loro caratteristiche e i valori nutrizionali sono, infatti, completamente diversi, cambiano anche i metodi di conservazione che modificano appunto sapore e consistenza. Piuttosto che chiamarla frutta secca sarebbe quindi più giusto dire frutta a guscio proprio per non commettere l’errore di confonderla con quella essiccata o disidratata.
Sia la frutta secca che quella disidratata hanno tantissimi nutrienti utili per la nostra salute, tuttavia hanno caratteristiche diverse e per questo non dovrebbero essere confuse tra loro. La prima tra tutte è l’origine diversa: la frutta secca deriva dai semi, mentre la frutta disidratata è ottenuta dalla frutta fresca.
La frutta secca si riferisce ai semi commestibili, ovvero si intende tutta la frutta oleosa o a guscio. Le mandorle, le noci (pecan, del Brasile), gli anacardi, i pistacchi, le nocciole, gli arachidi, appartengono al questa categoria di frutta. La frutta secca è apprezzata per il suo alto valore nutrizionale, infatti contiene grassi insaturi, proteine, fibre, vitamine (come la vitamina E) e minerali (come magnesio, selenio e zinco).
Ha un contenuto calorico relativamente alto a causa dell’alto contenuto di grassi. Contiene anche antiossidanti come i tocoferoli e i fitosteroli, acido folico e acidi grassi di qualità, come gli Omega3. Può essere consumata come spuntino nutriente, ma anche utilizzata per preparazioni sia dolci che salate. La frutta secca viene raccolta e poi essiccata naturalmente o meccanicamente, ma non subisce una disidratazione estesa come la frutta disidratata.
La Fondazione Veronesi in seguito a uno studio americano pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha affermato che mangiare 30 grammi di frutta secca al giorno potrebbe allungare la vita.
La frutta disidratata o essiccata altro non è che frutta fresca che è subito un processo che l’ha privata quasi completamente dell’acqua contenuta, aumentando la sua concentrazione di zuccheri naturali. Il frutto appare così meno voluminoso e con un sapore più deciso. Alcuni esempi di frutta che spesso viene consumata anche da essiccata sono: l’uva passa, le albicocche, i fichi, i datteri, le banane e l’ananas. L’essiccazione può avvenire tramite:
La frutta disidratata ha un contenuto di zuccheri naturali concentrato a causa della perdita d’acqua e mantiene anche un alto contenuto di fibre, oltre alle vitamine e ai minerali. Alcuni tipi di frutta disidratata possono avere zuccheri aggiunti e contenere conservanti come l’anidride solforosa per preservare il colore e prolungare la durata. La frutta disidratata ha una durata di conservazione molto più lunga rispetto alla frutta fresca.
Si consiglia di mangiare frutta disidratata con moderazione, evitando quella glassata, caramellata o che contiene additivi. La dose consigliata, anche in questo caso, è di 30-40 grammi, 2-3 volte a settimana.
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