In questo articolo andiamo a scoprire tutto ciò che c’è da sapere a proposito dell’ipoglicemia e dei suoi sintomi più preoccupanti
L’ipoglicemia è una condizione caratterizzata da una rapida diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue. Si tratta della complicanza acuta più comune nei casi di diabete trattati con farmaci, con potenziali conseguenze rischiose. Gli zuccheri sono fondamentali per l’organismo, poiché forniscono un’importante fonte di energia. Quando la loro concentrazione nel sangue scende troppo, le cellule, i tessuti e gli organi non ottengono il “carburante” necessario per funzionare correttamente. Questa condizione si verifica più spesso tra un pasto e l’altro o durante la notte. Le cause principali includono: mancato rispetto della dieta e dei suoi tempi, sforzo fisico intenso non pianificato, o assunzione eccessiva di insulina o farmaci ipoglicemizzanti orali. Ma scopriamo tutto ciò che c’è da sapere a riguardo.
Il glucosio è un nutriente fondamentale per il nostro corpo, proprio come la benzina per un’automobile. In una persona sana, la glicemia (cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) viene mantenuta relativamente stabile grazie a complessi meccanismi di regolazione, tra cui l’azione di ormoni come insulina e glucagone.
Le principali variazioni nei livelli di glucosio si verificano dopo pasti abbondanti, che provocano iperglicemia, o in condizioni di digiuno prolungato, che possono portare a ipoglicemia. Quando il livello di glucosio tende a diminuire, l’organismo interviene attraverso:
Questi processi sono regolati da un sistema ormonale sofisticato, con il glucagone che svolge un ruolo chiave. L’obiettivo è mantenere livelli di glucosio adeguati per il corretto funzionamento delle cellule nervose e dei tessuti che dipendono dagli zuccheri. Si parla di glicemia bassa, ipoglicemia o crisi ipoglicemica quando i livelli scendono sotto i 60-70 mg/dl.
La causa principale di una riduzione dei livelli di glucosio nel sangue è spesso legata ai farmaci utilizzati per trattare il diabete. I pazienti che assumono insulina o medicinali che ne stimolano la produzione, come le vecchie sulfaniluree, sono maggiormente esposti a questo rischio.
Tuttavia, esistono anche motivi non legati ai farmaci che possono provocare ipoglicemia, tra cui:
L’ipoglicemia è una condizione che viene solitamente avvertita dall’individuo, specialmente quando i livelli di glucosio scendono sotto i 50 mg per 100 ml. Questa situazione stimola il rilascio di vari ormoni che, dopo un iniziale senso di debolezza causato dal coinvolgimento del sistema nervoso centrale, provocano una serie di reazioni nel corpo.
I sintomi che ne conseguono includono:
In casi di intensità moderata, si possono verificare:
Nei casi più gravi, la persona può arrivare a perdere conoscenza.
Se non trattata rapidamente, l’ipoglicemia può progredire fino al coma ipoglicemico, che in genere si manifesta quando i livelli di glucosio scendono al di sotto di 20 mg/dl. La gravità dei sintomi non dipende solo dal livello assoluto di glicemia, ma anche dalla tolleranza individuale e dalla velocità con cui i livelli di zucchero si abbassano. Un calo rapido della glicemia può far insorgere i sintomi anche a valori relativamente normali.
Alla comparsa dei primi segnali di ipoglicemia, è importante agire subito. Se la persona con diabete non riesce a gestire la situazione autonomamente, dovrebbe chiedere aiuto a chi le è vicino. Il primo passo, se possibile, è misurare la glicemia capillare. Successivamente, bisogna interrompere qualsiasi attività, sedersi e consumare 15 grammi di zuccheri semplici (ad esempio un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, o una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua) per riportare i livelli di glucosio alla normalità. Di solito, il recupero avviene entro 10-15 minuti.
Se la persona è confusa o ha perso conoscenza, non si deve cercare di farle ingerire nulla, poiché c’è il rischio di ostruzione delle vie respiratorie. In presenza di uno stato di coscienza alterato, si può somministrare un’iniezione di glucagone, un ormone che innalza rapidamente la glicemia. Questo kit di emergenza, facile da usare, è disponibile in farmacia. Se non si ha a disposizione il glucagone, è fondamentale contattare immediatamente un’ambulanza per permettere ai soccorritori di somministrare glucosio per via endovenosa.
L’ipoglicemia è una condizione acuta che richiede un trattamento tempestivo. Nelle forme più leggere, può essere sufficiente assumere alimenti ad alto indice glicemico, come zucchero, miele o caramelle. Tuttavia, è importante consumare anche carboidrati con indice glicemico moderato, come frutta o cereali integrali, per evitare un’ipoglicemia di rimbalzo. Per le persone che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie specifiche, una strategia efficace consiste nel distribuire le calorie giornaliere su tre pasti principali e un paio di spuntini. La dieta più adatta per questi soggetti prevede una riduzione degli zuccheri raffinati (come dolci, snack, prodotti da forno, banane, uva passa) a favore di alimenti integrali e ricchi di proteine.
Nel caso di ipoglicemia grave, che può presentarsi nei diabetici in trattamento con insulina, e il paziente è privo di coscienza, è essenziale intervenire con un’iniezione intramuscolare di glucagone o, se possibile, con la somministrazione endovenosa di glucosio.
Fortunatamente, esistono metodi per prevenire episodi ipoglicemici, e questi variano a seconda della condizione della persona.
Per chi ha il diabete, ecco alcune misure preventive:
Se l’ipoglicemia è dovuta a cause fisiologiche e non patologiche, è sufficiente consumare un alimento dolce, come miele, succo d’arancia o una caramella, appena si avvertono i primi segnali di malessere. In genere, il recupero avviene entro 15 minuti. Se il problema persiste o si verificano episodi frequenti, è consigliabile consultare un medico per indagare le cause sottostanti.
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