Scopri il boom dei mercati contadini italiani: il 50% dei farmer market offre prodotti biologici genuini, promuovendo l’acquisto diretto e sostenendo la filiera corta
Negli ultimi anni, il mercato dei prodotti biologici ha conosciuto una crescita esponenziale, con i mercati contadini che si stanno affermando come un canale di vendita sempre più rilevante per i consumatori italiani. Secondo la prima indagine su “Il biologico e i mercati contadini” condotta da ISMEA in collaborazione con Coldiretti Bio e Campagna Amica, oggi uno su due farmer market offre prodotti biologici. Questo trend, presentato durante il Sana di Bologna, evidenzia un cambiamento significativo nei comportamenti di acquisto dei consumatori, sempre più orientati verso il biologico e la filiera corta.
L’importanza dell’acquisto diretto
L’acquisto diretto dal produttore è diventato il principale canale di approvvigionamento per i prodotti biologici, superando i tradizionali supermercati e i negozi specializzati. Questa tendenza è alimentata dalla crescente fiducia dei consumatori nei confronti degli agricoltori, percepiti come garanti della qualità e dell’autenticità dei prodotti. Infatti, quando si chiede ai clienti quali siano i fattori determinanti nella scelta del banco del mercato dove acquistare prodotti biologici, la fiducia nel produttore emerge come il criterio più importante. Questa fiducia è un elemento chiave che favorisce il legame diretto tra agricoltori e consumatori, un aspetto ritenuto essenziale per il futuro dell’agricoltura biologica.

I dati dell’indagine rivelano che quasi un terzo dei prodotti biologici acquistati nei mercati contadini è costituito da:
- Frutta e verdura
- Pasta fresca
- Uova
- Formaggi
- Olio
- Miele
Il valore totale della spesa in prodotti biologici nei mercati contadini e rionali ammonta a quasi 150 milioni di euro, un segno tangibile dell’apprezzamento dei consumatori per questo tipo di offerta. Questo scenario non solo segnala una crescente consapevolezza dei benefici del biologico, ma anche un desiderio di sostenere l’economia locale e di instaurare relazioni più dirette con i produttori.
Analizzando la distribuzione geografica dei produttori biologici, il Trentino Alto Adige si distingue con la percentuale più alta di produttori biologici nei mercati contadini, toccando il 38%. Seguono:
- Calabria (29%)
- Campania (27%)
- Friuli Venezia Giulia (26%)
- Emilia Romagna (25%)
- Toscana (24%)
Queste percentuali dimostrano che il fenomeno del biologico non è limitato a una sola regione, ma si sta diffondendo in tutto il territorio nazionale.
Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio, sottolinea l’importanza di coordinare le politiche di sviluppo del biologico in Italia e in Europa con le politiche locali del cibo. Secondo Gardoni, è fondamentale che il biologico torni a dare centralità all’agricoltore, il quale deve essere visto non solo come produttore, ma anche come innovatore nelle tecniche agricole e nelle dinamiche commerciali. Questo approccio non solo promuove la sostenibilità, ma anche il benessere delle comunità locali, favorendo un’economia circolare che beneficia tutti gli attori coinvolti.
In un contesto europeo, l’Italia si afferma come leader nel settore biologico, con 84mila aziende agricole attive, più del doppio rispetto alla Germania e un terzo in più rispetto alla Francia. L’agricoltura biologica italiana ha raggiunto una copertura di 2,5 milioni di ettari, corrispondente a un quinto della superficie agricola nazionale, e si avvicina al traguardo del 25% fissato dalla strategia europea Farm to Fork per il 2030. Le regioni che hanno superato questo obiettivo includono la Toscana (37,5%), la Calabria (36,5%), e la Sicilia (30,7%), dimostrando che la domanda di prodotti biologici è forte e in continua espansione.
Questa crescita del bio nei mercati contadini non rappresenta solo una moda passeggera, ma segnala un cambiamento profondo nelle abitudini alimentari e nelle scelte di consumo. Il legame diretto tra produttori e consumatori, la crescente consapevolezza della qualità e della sostenibilità, e il desiderio di sostenere l’economia locale stanno trasformando il panorama alimentare italiano. Con questa evoluzione, i mercati contadini si confermano come un punto di riferimento cruciale per la diffusione dei prodotti biologici e per la promozione di un’agricoltura più sostenibile e responsabile.